La mia vita con le blatte – Recensione

La mia vita con le blatte - Copertina

E se la tua casa fosse abitata da un gruppo di blatte antropomorfe? Puoi scoprire ciò che succederebbe in una situazione così grottesca grazie a La mia vita con le blatte di Simone Corà, pubblicato dalla casa editrice Acheron books, nella collana Vaporteppa.

Ulisse Primi è un muratore di Vicenza in crisi di mezza età. Scapolo, senza amici e stanco di lavorare nei cantieri, si è licenziato e ha deciso di ritirarsi nell’estrema provincia, lontano da tutto e da tutti. Ma la villetta che ha comprato, dando fondo ai suoi risparmi, nasconde un piccolo problema: la cantina è infestata da una banda di Scarafaggi antropomorfi, tutti molto arrabbiati con lui per aver invaso la “loro” casa. Inoltre, la villetta si rivela piena di strani macchinari legati agli esperimenti che il precedente proprietario conduceva all’insaputa di tutti.

Il romanzo è molto immersivo, scritto applicando alla perfezione la regola dello show don’t tell. Ogni scena è mostrata, le azioni sono tante e ci accompagnano dall’inizio alla fine, ma non vengono mai meno le emozioni travolgenti del protagonista, che si ritrova a vivere una sfiga dopo l’altra, in un crescendo di grottesca follia. Ulisse si aspetta una vita di pace e tranquillità in campagna, e invece si ritrova travolto da una verità fuori di testa: la sua casa è abitata da blatte antropomorfe che bevono birra, mangiano patatine e vivono felici nell’ombra.

“Delle scariche di rumore bianco, intervallate da uno schermo blu, lasciano il posto a un fermo immagine traballante di un paesaggio arido, dominato da una distesa di terreno scottato dal sole...

Nonostante i momenti più seri de La mia vita con le blatte, dove svariate riflessioni vengono in mente al lettore, ci sono parti molto ironiche, fanno ridere di gusto. Abbiamo deciso di leggere questo romanzo sotto consiglio di altri lettori, che ci hanno assicurato che avremmo sghignazzato come matti davanti alle pagine. La curiosità ci ha portati a fiondarci nella lettura.

Una volta cominciato il viaggio è impossibile mettere giù il libro. Risulta così scorrevole e interessante che vorresti leggere un capitolo dopo l’altro per capire dove tutto andrà a finire, che direzione prenderà una storia che inizia con dei presupposti tanto assurdi.

Un aspetto importante da citare sono senza dubbio i personaggi. Ulisse, il protagonista, è un muratore che ha deciso di lasciare il lavoro a dieci anni dalla pensione per vivere in campagna, in una casa distrutta, con l’intenzione di ristrutturarla e vivere con i prodotti del suo orto e ascoltando a palla i suoi tremila vinili di ottima musica. È un solitario, non è sposato e non sembra disposto a trovare moglie. I suoi vicini, Lorenzo e Liliana, sono impiccioni (come la maggior parte dei vicini, diciamoci la verità!) ed esilaranti, riescono sempre a rompere le palle nel momento meno opportuno. Tu stai lì davanti al libro, brami di incontrare insieme a Ulisse le blatte antopomorfe, e Lorenzo viene a rompere i coglioni per farsi una bevuta. Per carità, per una birretta c’è sempre tempo… ma non quando hai la casa invasa dagli scarafaggi!

“Un cranio rettangolare di color verde spunta dal foro. Sei occhi tondi, tre neri e tre bianchi, mi studiano dietro palpebre di cartilagine che si aprono e chiudono a turno…

Vogliamo citare anche l’incredibile capacità descrittiva dell’autore. I mostri, per Simone Corà, sono più spaventosi del buio che li circonda, e vi confermo che fanno davvero paura, oltre a essere geniali. Questa è una scelta che ho apprezzato moltissimo: mostrarci questi esseri per come sono davvero, senza girarci intorno ma descrivendoci i loro dettagli, formando un puzzle di immagini che si incastrano nella testa fino a comporre un quadro disturbante.

Se avete voglia di leggere un buon libro weird, bizzarro, completamente fuori di testa, La mia vita con le blatte potrebbe proprio fare al caso vostro.